Qual è il giusto peso della salute?

Si dice che ‘siamo quello che mangiamo’. Questa affermazione corrisponde al  vero molto più di quello che pensiamo!

Quel che ingeriamo sotto forma di cibi e bevande diventa fonte essenziale di nutrimento per noi ed è il ‘carburante’ che fa vivere i nostri muscoli, i nostri apparati e a livello microscopico le nostre cellule.

Giorno dopo giorno noi forniamo al nostro organismo calorie che ci consentono di svolgere tutte le funzioni vitali quotidiane ed espelliamo scorie e residui che sono inutili.

La qualità e la quantità dei cibi scelti divengono quindi importanti nel determinare i nostri cambiamenti tanto esterni quanto interni: un apporto calorico troppo grande rispetto al nostro fabbisogno tende ad accumularsi facendoci diventare sovrappeso, così come uno scarso quantitativo di cibo introdotto può non essere sufficiente per avere un peso ottimale.

Allo stesso modo assumere certe tipologie di alimenti può preservare le nostre cellule dall’ossidazione, i nostri vasi dall’ateroslerosi, i nostri apparati da un eccessivo affaticamento o al contrario contribuire invece ad accrescere problematiche cliniche di vario tipo.

Bisogna fare un po’ di attenzione al peso, dunque, in quanto predittore, insieme ad altre variabili, di un determinato stato di salute generale.

Chi è decisamente sovrappeso è maggiormente esposto a diversi rischi di salute, in quanto, per citare alcuni esempi, il cuore e l’apparato circolatorio debbono svolgere un maggior lavoro e la struttura ossea può risentire del sovraccarico.
Studi dimostrano inoltre che essere sovrappeso riduce non solo la probabilità di restare in buona salute, ma anche quella di raggiungere un’età elevata con una qualità di vita ottimale, e questo pare essere dovuto anche al fatto che i tessuti lipidici (composti di grasso) sarebbero maggiormente esposti all’ossidazione e quindi all’attacco dei radicali liberi, ritenuti responsabili dell’invecchiamento precoce.

Questo argomento, è sia di interesse medico che psicologico: ogni volta che si parla di sovrappeso, giusto peso o sottopeso oltre alle implicazioni fisiche/organiche che ne derivano, si apre tutto un parallelo universo mentale.

Un disagio di tipo psichico può influire direttamente, infatti, sul modo di alimentarsi e di condurre una vita sedentaria o attiva, che a sua volta, si ripercuote sulla qualità di vita intrapsichica, secondo una logica rispondente ad un circolo vizioso.

I disturbi alimentari, inoltre, per essere diagnosticati come tali, si basano su parametri di tipo clinico, di cui la massa corporea è il principale.

Troppo grasso o troppo magro?

Non si tratta di scegliere e decidere come a noi un individuo piace di più o meno, né tantomeno far riferimento a quanto dettato dalla moda!

Quando si parla di comprendere il peso ideale significa dover fare riferimento a dei criteri prettamente clinici di valutazione, che oggi si basano principalmente su ricerche di prevenzione di rischi cardiovascolari e di malattie collegate all’obesità (…)

Il BMI, Body Mass Index tradotto in italiano come Indice di Massa Corporea consente una stima attendibile ed obiettiva della massa corporea; è un calcolo che si basa sul rapporto del peso relativamente alla statura e fornisce una valutazione complessiva dell’equilibrio ponderale del corpo e dei rischi che può comportare sulla salute un eventuale sovrappeso (o sottopeso)!

L’indice di massa corporea (BMI) si calcola dividendo il peso per l’altezza al quadrato (per es. 65/ 1,65×1,65 = 65/2,72=23,8, normopeso) e l’interpretazione dei risultati è basata sui criteri definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi tabella). Il risultato può comprendere punteggi che variano dalla denutrizione fino all’obesità grave. Da qui si possono progettare interventi individuali che mirano a gestire una problematica che caratterizza la persona nella sua totalità (organica e psicologica).

Anche se tutti possiamo calcolare il punteggio in modo grossolano, è chiaro che l’interpretazione non può esaurirsi solo in quello, perché la persona va considerata nella sua unicità ed il peso può subire variazioni a seconda di molti fattori intervenienti, per esempio una persona muscolosa  avrà un peso maggiore, una malattia sistemica può far perdere parecchi chili, il sesso, la struttura ossea e l’età funzionano da variabili importantissime di cui tenere conto!

Inoltre i risultati non considerano totalmente un altro fattore molto importante, ovvero il comportamento alimentare della persona (un normopeso può anche essere il risultato di un comportamento bulimico, per esempio!).

Se però i risultati dovessero evidenziare una differenza significativa tra il proprio peso attuale e quello che viene indicato come il peso ideale, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista, per valutare insieme un metodo di educazione alimentare più adatto a sé e al proprio stile di vita.

Un po’ di educazione alimentare

Vediamo insieme qualche suggerimento per cercare di preservarci la salute e stare bene con noi stessi.

Sappiamo per esempio che l’aumento eccessivo di peso nella nostra società dipende dal fatto che la vita è in generale molto sedentaria, con scarsa attività fisica: il corpo, per stare e funzionare bene ha bisogno di equilibrio tra ciò che mangiamo e ciò che consumiamo; se ci muoviamo poco, infatti, il cibo in eccesso si trasforma in peso superfluo.

E’ importante, quindi, non solo tenere sotto controllo le calorie, ma anche mantenere uno stile di vita attivo, che dedichi spazio e tempo al movimento di ogni tipo!

Oltre a non muoverci abbastanza spesso mangiamo male e tutto quello che ci capita sotto mano; questo perché non mangiamo per fame ma per altre ragioni… Analizzare quindi il proprio comportamento alimentare e il perché preferiamo un tipo di cibo ad un altro o perché abbiamo bisogno di mangiarne una certa quantità, può portarci a trovare da soli o insieme ad uno specialista i motivi che stanno dietro (e che possono essere anche profondi) agli eccessi nutrizionali.

E’ importante dunque controllare il proprio peso ciclicamente e qualora trovassimo che è oltre i limiti clinicamente considerati idonei, non optare per il fai da te: talvolta una dieta ipocalorica, eccessiva per quantità di cibo, qualità degli alimenti, tempo di perdita di calorie, può portare la persona a continue oscillazioni di peso e a sviluppare o peggiorare un rapporto problematico con il cibo.

Una buona educazione alimentare deve includere tutti gli alimenti in giusta misura. Facendo piccoli passi l’ organismo si abitua alle nuove abitudini ed è più facile che queste costituiscano parte di un percorso di riequilibrio che diventa ‘automatico’ ed accettabile tanto dalla mente quanto dal corpo!

D’altra parte, come diceva Ippocrate ‘il corpo umano e’ un tempio e come tale va curato e rispettato sempre’.

Tabella di Interpretazione BMI (Definita dall’OMS)

Meno di 16,5=Denutrizione

Tra 16,5 e 18,5=Magrezza

Tra 18,5 e 25=Normopeso

Tra 25 e 30=Sovrappeso

Tra 30 e 35=Obesità moderata

Più di 40=Obesità grave

Nota: Attenzione! Non si applica a tutti gli adulti, soprattutto se sportivi o anziani o donne in gravidanza.