Cambio di stagione, finisce l’estate, torna la depressione?

Ogni anno sempre la stessa storia, comune a tante persone: finisce l’estate e si ha una sensazione di affaticamento, sonnolenza, sbalzi di umore, quasi che non fossero bastate le uscite, le ferie e le vacanze per rigenerarci! Le giornate tornano ad accorciarsi, le temperature subiscono cambiamenti e i vestiti leggeri e spensierati indossati per qualche mese lasciano il posto a quelli più adatti ad un clima che inizia a tornare piovoso e più fresco.

In questa situazione accade un qualcosa di comune a tutto il mondo animale: vi è una reazione di adattamento alla nuova situazione climatica, ovvero l’organismo si prepara ad affrontare i cambiamenti stagionali, mettendo in atto strategie di vario tipo che a livello fisiologico possono prevedere un rallentamento del ritmo biologico, dal punto di vista del comportamento un ritorno alle abitudini e a uno stile di vita più ‘tranquillo e casalingo’ e sotto il profilo psicologico un’ accettazione del fatto che stia terminando un periodo più ‘leggero’ e vitale e ne possa iniziare uno dove le giornate si accorciano, prevedono limitati momenti all’aria aperta e in cui il lavoro e la scuola riprendono a pieno regime.

Date queste premesse, appare del tutto normale in questo periodo di cambiamento stagionale sentirsi un po’ affaticati, un po’ ‘giù di morale’, avere insomma un momento di incertezza e di transizione in cui si sta e si esita ancora un momento prima di fare un passo avanti verso la trasformazione e la progettualità per riorganizzare e far fronte ‘al nuovo anno’.

Attenti alla SAD

Gli esperti la chiamano SAD, dall’inglese Seasonal Affective Disorder; si tratta della Depressione Stagionale, una sorta di depressione che colpisce circa il 5% della popolazione proprio ai cambi di stagione ed è caratterizzata dai tratti tipici della depressione che sono ormai noti: una sonnolenza eccessiva, svogliatezza nel fare e/o nell’intraprendere compiti e nel portare avanti le proprie attività consuete, una perdita di piacere generalizzato con un conseguente appiattimento affettivo ed emotivo, una visione pessimistica di sé, del futuro e un po’ in generale dell’esterno, un blocco quindi ad andare avanti!!!!

Appare chiaro che se questa condizione dovesse perdurare oltre il mese con sintomi che compromettono significativamente la capacità personali e lavorative (o peggiorare) allora si potrebbe presentare la necessità di rivolgersi ad uno specialista. In tutte le altre forme più leggere (che paiono manifestarsi in un altro 15% della popolazione generale) si può prevedere un percorso alternativo per scrollarsi di dosso il più velocemente possibile gli sgradevoli sintomi presenti.

Come adattarsi al cambio di stagione

Ci sono alcuni suggerimenti piuttosto semplici, che si utilizzano anche nella prevenzione generale dei disturbi depressivi, che possono dare una mano a superare momenti di cambiamento, in cui tristezza, stanchezza, irritabilità e svogliatezza sembrano farla da padrone!Vediamone alcuni:

Progettare la nuova stagione: proprio in questa fase di transizione una cosa che aiuta molto a non restare in standby troppo a lungo e rimuginare e deprimersi, è fare un piano di quanto si potrebbe fare di nuovo nella stagione che sopraggiunge. Con l’autunno è possibile pensare di intraprendere nuove attività o fare cose a cui magari si sarebbe desiderato dedicarsi ma si sono posticipate per vari motivi, che si tratti di un piccolo viaggio o cambiare un mobile di casa, per esempio. Iniziano inoltre nuovi corsi di ogni genere, di lingue, di attività sportive, di cucina, solo per citarne alcuni, quindi questo periodo potrebbe trasformarsi in un’opportunità di crescita. intraprendere qualcosa di nuovo o considerare qualcosa da fare nel futuro è sempre un modo per pensare con maggiore positività al nuovo periodo da vivere!

Progettare la quotidianità: è utile oltre ad avere idee da realizzare a lungo termine, anche pianificare semplicemente la settimana in corso, per non perdere di vista tutte le cose ‘da fare’ (scadenze, cambio degli armadi, esami clinici, ecc.) e per non arrivare in affanno e di malumore con mille impegni sovrapposti cui dover far fronte!

Pianificare attività piacevoli: quello che non deve mancare quotidianamente è il regalarsi qualcosa di piacevole, che renda preziosa ogni giornata e ci regali momenti di benessere che spezzino la routine e ci portino un po’ di buon umore; può trattarsi anche di un semplice caffè preso al bar con calma, l’acquisto di una rivista, la lettura di un libro, una piega dal parrucchiere, un oggetto anche di piccolo valore ma desiderato, un aperitivo o una cena fuori, ecc.

Stare in compagnia: durante l’estate i momenti di interazione con altre persone aumentano, le giornate e le serate passate con amici e/o il partner hanno sicuramente connotato la stagione estiva, che avrà offerto numerose possibilità di svago; è bene però conservare l’abitudine a uscire un po’ o ad organizzare momenti con amici e conoscenti, oppure ad aggregarsi ad eventi perché anche questo può contribuire a tenere il tono dell’umore più alto!

Prendere decisioni e proporsi obiettivi: spesso il malessere che si prova è perché da tempo alcune situazioni lavorative, relazionali ed affettive non ci soddisfano completamente o perché non si è soddisfatti di se stessi, di come si è o di cosa si sta facendo. Il ritorno all’autunno potrebbe essere un momento di riflessione in cui cercare di capire quali sono i motivi per cui non sempre si sta bene, si è insoddisfatti ed irritati e provare da qui a pensare di cambiare qualcosa (può trattarsi di riprendere in mano il vecchio curriculum e rinnovarlo, per esempio o decidere di reimpostare un’amicizia che ci assorbe troppe energie, oppure decidere di smettere di fumare, ecc).

Quindi ogni qualvolta ci sembra che attorno ci aspettino momenti, circostanze o situazioni poco piacevoli da affrontare, proviamo a guardare il tutto in una prospettiva differente, non come un macigno da spostare ma come un’opportunità da cogliere! Se rispetto all’autunno penseremo non solo al freddo che arriva e alla luce che scarseggia, ma ai colori che porta, ai profumi e ai sapori di castagne e funghi per esempio, se,quindi, valorizziamo quel che di buono la nuova stagione porta con sé, sarà per noi un difesa naturale dai malanni fisici e psicologici di stagione!!